La modestia non paga

Chi ha letto il mio CV, ma soprattutto chi ha giocato con gli adventure game che ho realizzato, letto le riviste che ho ideato e curato o imparato dai videotutorial che da pioniere ho lanciato in Italia, sa bene chi sono, e soprattutto sa che non amo vantarmi e ho fatto della modestia, della spontaneità, dell’umiltà e della semplicità i miei baluardi in oltre due decenni di carriera nel settore editoriale e informatico. Della mia carenza di superbia e vanagloria possono testimoniare volti noti del settore che hanno mosso i primi passi sotto la mia supervisione o mi hanno conosciuto dopo e mi hanno stretto la mano per ringraziarmi di quanto avevo fatto per loro e la comunità informatica e videoludica del nostro Paese. Ho accettato questi complimenti, dal vivo o per e-mail, con grande commozione e senza mai montarmi la testa. Della mia ‘fama’ ho soprattutto apprezzato il ruolo svolto per la gente, tanto come creatore di giochi ‘intelligenti’ quanto come divulgatore e informatore nel settore informatico e videoludico. Sono rimasto buono e tranquillo nel mio quasi-anonimato, lasciando che fossero gli altri a ricordarsi o accorgersi di me, quando capitava.
Ora, però, comincio a stancarmi: mi accorgo sempre più spesso che il ‘sapersi vendere’ (inteso anche nell’accezione negativa del termine) qui da noi conta, come il famigerato ‘pezzo di carta’, più di quanto realmente si sa fare e si è fatto nella vita, e ad ignorare questa ingiusta legge della jungla si rischia di perdere credito o, peggio, restare addirittura fuori dal contesto per cui si è tanto lavorato nella vita.
Ne ho avuto l’ennesima riprova ieri, mentre cercavo di creare una voce su Wikipedia Italia riguardante me stesso, come già esiste su IFWiki (non creata da me) e visto che ero già citato nella voce relativa a Zzap! e The Games Machine, ma anche Game Pro, sull’enciclopedia in questione.
Del resto sull’edizione italiana di Wikipedia si parla delle avventure testuali, nel cui settore cui credo poter ‘vantare’ una certa fama, senza citare affatto il mercato italiano, mentre lo si fa con quello giapponese. Non che la documentazione manchi, appunto: IFWiki pubblica su tali giochi e su di me schede complete a approfondite, di pubbico dominio, ma a quanto pare non meritiamo, né io né le avventure testuali italiane (realizzate da vari autori, non solo da me) un posto sull’edizione italiana di Wikipedia come, per esempio, il mio alter-ego Scott Adams merita invece sull’edizione inglese.
Non so ancora come finirà la questione, ma comincio già a stancarmene, se devo essere sincero, e perdere ancora più stima e fiducia in un Paese che da sempre premia i furbetti e i vanitosi e getta nell’ombra chi, pur meritando di essere notato, ha preferito lavorare con modestia e senza vanagloria. Il mio sogno non è più, come una volta, di continuare a fare qualcosa di importante per l’Italia, quanto di potermene andare all’estero dove magari c’è più spazio, e rispetto, per chi fa bene il proprio lavoro.

P.S.
Alla fine non ho resistito e ho scritto una lettera a Punto Informatico… la cui pubblicazione ha prodotto la risposta ufficiale di Wikipedia italiana e… più di 300 commenti.

11 pensieri su “La modestia non paga

  1. Francesco

    Caspita Ventura, parole Sante.
    L’Italia in molte cose non merita … e lo dico con tristezza.
    Un mio ( ormai ex ) collega si e’ stancato a tal punto delle ingiustizie che e’ emigrato a Dublino. Proprio come consigli anche tu.
    Nel nostro campo e’ cosi’. In Italia abbiamo poche speranze di vivere sereni.
    Un altro esempio reale e’ la mia situazione: Venduto per 3 mesi ad una azienda di Torino perche’ alla mia servivano soldi … che tristezza.
    Comunque, e’ meglio che mi fermi qui. Di testimonianze ce ne sono gia’ troppe.
    In bocca al lupo Jack ;)

    PS: hai cambiato stile al blog … carino :)

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  2. Marco

    Ciao BdB,
    non ho capito in che senso non meriti un posto, che in effetti credo ti spetti di diritto, la tua figura nel panorama della divulgazione informatica italiana non è certo una figura di background.
    Che però tu debba valorizzarti maggiormente te l’ho sempre detto! e concordo che l’estero sarebbe un’ottima scelta.

    Marco

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  3. Jack

    @Francesco
    Già, hai proprio ragione, di testimonianze potremmo raccoglierne veramente a valanga, purtroppo. Crepi il lupo, per tutti noi! ;-)
    P.S.
    Sì, finalmente mi sono deciso ad aggiornare WordPress (era ancora la 1.5.x, pensa, vecchissima) e ne ho approfittato per dare una ‘svecchiata’ anche al tema del blog :-)

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  4. Jack

    @Marco
    Valle a spiegare ai due ‘moderatori’ di Wikipedia Italia che mi hanno praticamente imbavagliato, io ci sto provando, ma mi sa che sarà una cosa lunga e scocciante. Ovviamente ho la copia di quanto avevo cercato di inserire nella prima bozza e il log dei messaggi, chissà che non trasformi il tutto in una bella lettera a Wikipedia USA e, in copia, a Punto Informatico…

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  5. Alberto Belli

    Carissimo!!
    Come stai?

    Ho chiesto a Marco zilioni di volte di girarmi una tua mail o un contatto per farti un saluto, poi alla fine, per una cosa o per l’altra (e visto che pure io quando ho smollato Play Press sono finito un tantinello “fuori mano” logisticamente) non sono mai riuscito a salutarti

    Sai che non sapevo del blog? Adesso ovviamente ti linko qui e li. Se hai un MSN o un ICQ fammi un fischio ok?

    Lo posso dire di essere stato tuo collega in PP (oltre che lettore/adepto/varie)? ;p

    Ciaaaap

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  6. BDB Autore articolo

    Ci mancherebbe, e anche un collega simpatico, Al! Mi fa piacere leggerti in commento, bentrovato, proprio qualche giorno fa ti ho visto su ArsLudica e ne ho approfittato per ‘scoprire’ il tuo blog :-)

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  10. ginetto

    Da tanto tempo, cortese Jack/BDB, volevo esprimere il mio apprezzamento
    per il lavoro che svolgesti su Zzap!: la rivista aveva una freschezza, una verve (ma anche una maturita’) che la fuffa venuta dopo nemmeno se la sognava. La metto a pari merito con il primo VG (non quello a sogliola).
    Ora e’ un mondo ahime’ sepolto, e forse uno dovrebbe guardare avanti
    per non rinco…ehm, per non fossilizzarsi.
    Ma il fatto e’ che il presente e il futuro hanno una faccia che non mi piace.
    A presto

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  11. BDB Autore articolo

    Ciao Ginetto, grazie per l’apprezzamento, come puoi immaginare fa sempre piacere scoprire di aver fatto bene il proprio lavoro e dato agli altri un ‘prodotto’ piacevole da fruire. Anch’io per molto tempo ho avuto una brutta impressione del futuro, oltre che del presente, ma ti confesso che ora scorgo un po’ di luce in fondo al tunnel… speriamo bene!

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