Spegniamo la TV!
Non sarebbe male lanciare anche in Italia un’iniziativa come quella di cui sparla sul sito di contro-informazione adbusters: una settimana a TV spenta. La campagna, che ha avuto luogo fra il 25 aprile e l’1 maggio del 2004, e’ stata commentata da vari quotidiani di fama mondiale e ha ispirato molte persone (si parla di circa sette milioni e mezzo di partecipanti) che hanno voluto riproporla localmente.
Immaginate che effetto avrebbe sull’auditel una simile iniziativa qui da noi, altro che share! Personalmente, uso da anni la TV a pagamento (prima Stream, ora SKY) perche’ preferisco scegliere fra una serie di canali e programmi intelligenti e non interrotti dalla pubblicita’ martellante, piuttosto che subire una programmazione insulsa, banale e basata sul risparmio da parte di chi gestisce il palinstesto (e non parlo solo dei programmi RAI). Credo che il problema, in fondo, nasca dal dover riempire 24 ore con qualcosa, avendo poco (e scadente) materiale a disposizione. In fondo, quando le trasmissioni iniziavano il pomeriggio e si concludevano prima di mezzanotte, la qualita’ era tutt’altra. Sapete che vi dico? Mi spiace solo del canone che sono costretto a pagare annualmente a una TV nazionale che, alla fine, non guardo nemmeno.
Ottobre 6th, 2005 at 10:56 pm
Non sono convinto che possa servire.
In realtà il problema non è la televisione ma gli spettatori. Altrimenti non si spiegherebbe come sia possibile che la signora che fino a ieri faceva film porno possa oggi condurre un programma visto dai bambini.
Senza farci pensare a un conflitto di interessi.
O meglio: ad interessi in conflitto.
Da grande voglio essere come Eva Henger.
Ottobre 7th, 2005 at 4:00 pm
Beh, se gli spettatori sono ‘ammaestrati’ da piccoli, quando saranno adulti non avranno poi molta capacita’ di discriminazione, non trovi?
Sulla signora che dai film porno passa a condurre programmi per bambini, direi che c’e’ di peggio, in TV.
Io se rinasco (sono gia’ troppo grande per dire ‘da grande’), e rinasco donna, voglio essere come Jenna Jameson
Ottobre 7th, 2005 at 10:17 pm
Un po’ come quando da bambini ci vendevano le sigarette di cioccolato con la stessa marca di quelle che avremmo fumato poi da adulti. Questo?
Per la diva del porno non intedendo farne una questione di fastidio bigotto, volevo piuttosto prendere atto dello sdoganamento di una professione, quella di presentatrice tv. Il fatto di far credere alla gente che chiunque possa fare televisione se ha un bel fisico o una bella faccia, perché non è più una questione di qualità quanto di costi. Fino a quando ti accorgi che la tua squadra di calcio a solo attaccanti e ci siamo dimenticati del portiere.
Fino a quando la gente si convince che uno che suona sulle navi può diventare presidente del consiglio. E, se mi convincono anche di questo, il reato diventa circonvenzione di incapace.
Ora torno a suonare, la crociera è ancora lunga.
Ottobre 8th, 2005 at 10:44 am
Per carita’, si capiva che non era ‘fastidio bigotto’ ma una semplice osservazione.
In ogni caso, fosse solo questione di fisico e bella presenza, il problema e’ che in particolare nella TV italiana c’e’ una xenofilia terribile, e ci si ritrova con gente che a malapena parla italiano e conduce programmi televisivi anche piuttosto centrali.
Intendiamoci, non e’ un fenomeno dei giorni nostri: sono abbastanza vecchio da ricordare Kay Senwick (o come si chiamava) o, con un po’ di concentrazione, addirittura Lola Falana e Minnie Minoprio, e se mi sforzo un po’ di piu’ ricordo persino le Kessler…
Altro che ‘TV nazionale’….