PodCast killed the WebRadio Star
I tempi del mitico Bob Hope sono lontani, ma il Web sta alimentando un fenomeno che potrebbe riportare in auge l’ascolto anche fra chi e’ ormai abituato agli innumerevoli stimoli visivi della TV e dei nuovi media.
Non stiamo parlando delle Web Radio o del fenomeno ShoutCast, visto che lo streaming audio non sembra aver riscosso quel successo che la banda larga sembrava promettere (tanto e’ vero che si sono diffusi numerosi programmi per ‘catturare’ i flussi audio digitali e conservarli su disco per un ascolto successivo). Ne’ si parla, in questo caso, del Digital Audio Broadcast (DAB), che pur servendosi di tecnologie come l’MPEG vive al di fuori di Internet, e i cui dispositivi di ricezione non sono riusciti ad affermarsi come reale prodotto di consumo, nonostante le aspettative.
Il nuovo fenomeno di cui stiamo parlando si chiama PodCast, e prende in prestito parte del suo nome dall’oggeto Hi-Tech piu’ chiacchierato dei nostri tempi, l’iPod di Apple.
Tuttavia, il neologismo si riferisce in generale alla possibilita’ di scaricare questi file audio, registrati come vere e proprie ‘trasmissioni’ dagli autori e messi a disposizione sui loro siti, in modo da poterli trasferire su un lettore MP3 per un ascolto successivo. Insomma, qualcosa che per ora si associa ai blog, ma che potrebbe assumere una identita’ tutta sua e trasformarsi in voice-blogging o qualcosa di simile.
Chiunque puo’ farlo, senza ricorrere a costosi spazi su server dedicati come era prima necessario per lo streaming audio, infatti il fenomeno sta assumento dimensioni tali da giustificare la nascita di veri e propri motori di ricerca, come quello di Podcast.net, che oltre all’utilizzo di parole chiave che individuano il titolo o la descrizione, permette di scoprire anche PodCast associati a una particolare area geografica o a un argomento specifico (quest’ultimo aspetto ha permesso di creare anche una ‘directory’ divisa per argomenti, sullo stile di quella di Yahoo! e dei portali Web).
Ancora piu’ rivoluzionario l’approccio di PodScope, che a dire degli autori permette di individuare le parole pronunciate nel file audio, usando una tecnologia non rivelata (che potrebbe essere, pero’, la semplice trascrizione dei testi per mezzo di un software di dettatura come IBM ViaVoice o Dragon Naturally Speaking). PodScope ha anche un suo blog, che tanto per cambiare e’ realizzato con WordPress.
Intanto, si parla gia’ della prima stazione radio basata su PodCast, KYOU 1550 AM, che come tanti fenomeni di costume digitale non poteva nascere che a San Francisco.
Luglio 3rd, 2005 at 4:35 pm
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Giovedì, 23 Giugno 2005
Sembra che il podcasting, di cui abbiamo gia’ parlato qualche giorno fa, stia per arrivare anche nei blog creati con WordPr […]