PalmOne lancia il PDA LifeDrive

Hard disk da 4 GB, ma niente telefono
Un articolo su The Globe, fra i tanti, parla oggi del nuovo PDA di PalmOne. La novita’ di questo modello e’, fondamentalmente, un hard disk interno da circa 4 GB, che una volta collegato il palmare al computer via cavo USB diventa visibile come una vera e propria memoria di massa esterna su cui trascinare i file che vogliamo portare in giro. Leggendo bene il dettaglio delle caratteristiche sul sito in italiano di Palmone, scopriamo pero’ che, per fare un esempio, i file PDF devono essere convertiti prima di poterli leggere sul nuovo PDA. L’assenza di connessione telefonica, poi, in un prodotto da 549 euro non fara’ saltare di gioia i fans dei PDA connessi, anche perche’ costringe, come sappiamo, ad abbinare un eventuale cellulare Bluetooth al palmare (una soluzione ormai quasi obsoleta, viste le caratteristiche degli smartphone di ultima generazione). La domanda, a questo punto, sorge spontanea: abbiamo davvero bisogno di un hard disk da 4 GB dentro un palmare? Per carita’, le caratteristiche del nuovo LifeDrive (un nome che risale agli anni 80, quando un tecnico di Datel UK mi frego’ l’idea di un drive da 3,5″ utilizzabile su piu’ home computer grazie a diverse interfacce) sono di tutto rispetto, per un PDA, per esempio il display (320×480 a 65.000 colori) ruotabile in orizzontale, oppure lo slot per memory card, e tutto il software in dotazione, cosi’ come le connessioni wireless WiFi e BT. Chi non ha bisogno di uno smartphone, ma vuole semplicemente un buon dispositivo tascabile dove mettere dati di ogni genere da consultare/ascoltare/leggere anche in movimento, lo trovera’ interessante. Certo, la presenza di un hard disk pone la fatidica domanda… e l’autonomia delle batterie? Ai forum l’ardua sentenza…

Emigrare 'virtualmente' (time to say goodbye)

Una tipica famigia di emigrati italiani all’arrivo a New YorkQuesto è il mio ultimo post in italiano su jackventura.com, i prossimi saranno solo in inglese. Comincia così la mia protesta contro una nazione di ingiustizie, sprechi, delusioni, violenze, vergogne e abbandono. Sono stanco e disgustato per una situazione che non accenna a migliorare, anzi peggiora a vista d’occhio, e non credo più che ci sia la forza e la possibilità di reagire e combattere contro un nemico che viene dall’interno, una piaga che ha ormai attecchito nelle strutture portanti, che ha infettato l’organismo della nazione nei suoi organi vitali e più profondi. Per il momento non posso andarmene fisicamente e abbandonare geograficamente questa nazione allo sbando, mi accontento perciò di farlo virtualmente, culturalmente e linguisticamente, a partire dal mio blog personale. Il giorno che potrò andarmene davvero, emigrare finalmente oltre i confini nazionali invece che semplicemente regionali, come ho già fatto più volte, festeggerò alla grande. Per ora, saluto i miei lettori che non conoscono la lingua inglese, and welcome to everybody else, at least the ones who can read and understand the English language.

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Chi si ricorda di MAD?

Per molti uno dei fumetti piu’ artisticamente rivoluzionari della giovinezza, apparso per un tempo troppo breve in Italia, MAD e’ negli USA ancora un canale originale di umorismo, satira e arte fumettistica. Se ve lo ricordate, oppure volete scoprirlo, andate a scaricarvi il PDF di assaggio del nuovo numero, che ha come soggetto di copertina il nuovo episodio di Star Wars, “Revenge of the Sith”. Il PDF contiene solo alcune pagine tratte da varie rubriche del numero in questione, ma lo stile e la tecnica, oltre ai contenuti umoristicamente ineccepibili, ne fanno un assaggio veramente… saporito!

3D Time: spherical and multi-layered?

A tangled wireball - just imagine your life along these wiresA few days ago I was discussing about multi-dimensional Universes, String Theory and similar topics with a friend of mine, after reading an interesting article on the Italian edition of Focus magazine, and it came to my mind a sketch I drew a few weeks ago.
In that drawing, I tried to describe an idea of time as a trhee-dimensional and multi-layered structure: just imagine something different from the usual timeline-shaped path (the one where birth and death are connected via a linear series of events which describe our earthly existence from start to end).
Imagine this alternative view of our individual lives as a sphere-shaped grid where an infinite number of linear paths are connected each other in ‘nodes’ or just cross their respective paths without touching, distributed on various levels like strings in a tangled wire-ball, but following an order.
Now imagine every crossing path of those strings like a moment, in your life, where a choice, decision or ‘event’ made you shift your path and move along a different string, and so on. Of course different shifts could bring you to similar ‘outcomes’, non necessarily to different ones.
For example, you could meet someone in a train station and ignore him/her, and find yourself traveling with the same person months later on a plane where you start talking with him/her, or start the same friendship on the first chance and then meet again on the same plane being already friends. This example moves along two different paths, but ‘crosses’ twice in similar ‘nodes’, keeping the intermediate path separate. Along the intermediate path anything can happen, producing again new chances of shifting towards other paths.
I know it sounds a bit confusing, and my knowledge of the English language may not be good enough to make this descriptions clear, but I would like to finish this reflections with an even more crazy idea: just imagine that the ‘shift’ from one ‘universe’ to the other happens while you sleep, and you wake up in a different ‘dimension’ every time, according to the shift you produced with your thoughts-actions, without noticing just because you were sleeping and changes, at waking time, are so subtle you cannot see them. This could explain ‘dreams’ as a sort of computing process where actions and thoughts of the day are processed and produce a ‘resulting’ shift.

Telelavoro e qualità della vita

Una immagine tipica di telelavoratriceMentre Repubblica.it lo elenca come aspetto isolato in sondaggi a compartimenti stagni che ignorano l’interazione fra le relative voci (mi spiego più avanti), qualcuno ne evidenzia l’aspetto addirittura pericoloso in fatto di sicurezza. Sto parlando, come avrete capito dal titolo, del telelavoro, quello che gli americani chiamano anche telecommuting (da quando Jack Nilles ne coniò il neologismo) e conoscono dagli anni Settanta e che in Europa e soprattutto in Italia, non a caso, stenta a decollare in quanto chi dovrebbe promuoverlo ne ignora i numerosi vantaggi. Continua a leggere

Un sito per sorridere

Ah! Ti ho beccato, eh?Ho deciso di segnalarvi qualche sito interessante o divertente da inserire nei vostri bookmark, di quelli che meritano di essere visitati spesso, insomma. Cominciamo con Cute Overload, che raccoglie immagini e link di estrema simpatia, e faranno impazzire soprattutto gli amanti degli animali (e dei cuccioli in particolare). Scommettiamo che lo metterete subito fra i preferiti o lo invierete a qualcuno in meno di un minuto?

Se non ci fosse Internet (e il P2P)

Il leggendario album dei The AnimalsLa musica distribuita via Internet è una gran cosa, e ovviamente non parlo solo della distribuzione ‘legale’. Ieri, per esempio, mi è venuta voglia di riascoltare il nuovo brano cantato dagli U2 insieme ai Green Day, The Saints Are Coming, che come (quasi) tutti sanno è un remake dell’omonima canzone del gruppo punk scozzese degli Skidz, riproposta per raccogliere fondi e aiutare Music Rising, la fondazione messa su dal costruttore di chitarre Gibson e da The Edge e Bob Ezrin per contribuire alla ricostruzione del cuore ‘musicale’ di New Orleans dopo l’uragano Katrina. Continua a leggere