Vendere tempo e know-how su eBay?

L'ormai arcinoto logo di eBay In un periodo di magra come quello che sta attraversando l’Italia e l’Europa ci si ritrova spesso a inventarsi i lavori più diversi, oppure a cercare fonti alternative come la vendita di oggetti su eBay. Ma sul famoso sito di aste si possono vendere soltanto oggetti? E se provassimo a vendere il nostro tempo? Me lo sono chiesto, e in effetti ci ho provato. Non ci credete? Date un’occhiata a questa inserzione. :-)

Il computer da 99$?

I quattro impavidi geek di 'Soldi Facili.Com'L’altro ieri sera hanno trasmesso, su Sky Cinema 1 e 2, un filmetto del 2002 intitolato, in italiano ‘Soldi facili.com’, e il cui titolo originale (come sempre piu’ intelligente e azzeccato) e’ ‘The First $20 Million Is Always the Hardest‘, che tradotto sarebbe, in effetti, ‘I primi 20 milioni di dollari sono sempre i piu’ difficili (da quadagnare)’.
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Morte virtuale, morte reale

Una scena di morte in Second Life
Una notizia che ha fatto il giro del ciberspazio in queste ore ha del grottesco e ha tutta l’aria di una bufala: il blogger che l’ha lanciata dal suo sito riferiva, nel post, che uno studente dell’università del Michigan, dopo aver perso la sua vita virtuale intorno alle tre di mattina nel famoso gioco on-line Second Life, era stato ritrovato privo di conoscenza nel parcheggio dell’istituto ed era poi deceduto in ospedale. La morte sembrava provocata da cause assurdamente simili a quelle che avevano decretato la morte del suo avatar nel gioco. Il giovane, un diciottenne di nome Jesse Smith, avrebbe riportato gravi lesioni interne ma non presentava alcun segno visibile sul corpo. Secondo il racconto dell’autore, nella sua vita alternativa in SecondLife era stato investito, poche ore prima, da un’auto mentre un gruppo di suoi colleghi di università creava il caos su una delle isole del gioco in un folle carosello di auto in stile Mad Max. Tra l’altro pare che un avatar di Second Life non ‘muoia’ a meno che non sia deliberatamente cancellato dal gioco per motivi legati alla gestione del suo personaggio o all’iscrizione.
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Sorprese… mortali!

Era da tempo che volevo scrivere qualcosa sull’argomento, quindi approfitto dell’iniziativa Blog Action Day per sfogarmi e dare il mio piccolo contributo alla causa dell’ambiente. Per fortuna c’e’ Internet, il medium rivoluzionario che ci permette di far sentire la nostra voce e di unirci in coro contro le ingiustizie e i mali del nostro tempo.
Ma passiamo al post di oggi. Il titolo si riferisce alla tragica moda secondo i cui dettami si infarciscono, da anni, prodotti alimentari per bambini (e non) con ogni genere di chifezzine in plastica, oggetti che nella maggior parte dei casi finiscono rapidamente nel secchio della spazzatura. Se la sopresa una volta era relegata alle uova di Pasqua, queste ultime sono diventate un prodotto senza limitazione festiva, mentre la prima è stata trasformata in uno strumento di marketing selvaggio. Certo, anche ai miei tempi prodotti come i formaggini o le merendine avevano delle ‘soprese’, ma si trattava in gran parte di prodotti basati sulla carta (adesivi, figurine, ecc.) e legati a una forma di collezionismo sicuramente più sensata, in quando si finiva per appiccicarle a un album o scambiarle con gli amici. Continua a leggere

Italian Analog Divide

Il digital divide e il progressoThis is the first in a series of translated posts from the previous entries in my blog. They will be seleceted for the topics that may prove of major interest to a wider audience, thus translated into English. Well, let’s start.

There a lot of debate about ‘digital divide’, but the reasons for which so many people live at the fringe of society in Italy are of a deeper ‘analog’ nature.
Italy is, still today, a rural Country, let’s admit it, with all the technological disadvantages deriving from it. People living in cities and principal towns aren’t aware of the frightening size of ‘human mass’ spread into smaller built-up areas where everybody suffers for a shortage of jobs, technology, prospects… it’s true, the big cities’ stress and pollution are also missing in those places, but their inhabitants suffer for a different kind of stress factors. For example, the miles (sometimes several dozens) they must travel to reach public offices and obtain documents made necessary by the abnormal Italian bureaucracy or the miles needed to attend a higher school, the weak (or even missing) signal for mobile phones or television (satellite dishes are a must), or the absence of broadband Internet connections or even difficulties in obtaining a simple phone line at home.
Statistics are very clear: on a totalof 8.101 Italian municipalities there are over 6.000 of them counting less than 5.000 ‘citizens’, while 3.644 of them host about 2.000 ‘souls’ (we’re talking about almost half of Italian municipalities!). But there’s more, because these few thousands of citizens don’t even really exist: yes, it’s true, and it’s because nobody’s taking the trouble of counting the citizens really residing in those municipalities where they ‘officially’ live (for a reason or another). If you don’t know about these ‘rural’ (a very suitable definition, in this case) Italian communities there’s a solid chance you’re asking where are the ‘missing citizens’ resulting in the official counting. Continua a leggere

Dove mi trovo?

Ecco dove dovrei trovarmi secondo ip-adressSe dovessi attenermi a quanto mi riferisce il sito di IP-adress (non è un errore, la D è proprio una) basandosi sulle mappe di Google, il piccolo villaggio di provincia in cui vivo (Centola) non esiste, o quantomeno il mio indirizzo IP indicherebbe tutt’altra località. Per motivi di tranquillità e stabilità della connessine sono collegato alla Rete con Telecom ma anche con Tiscali (come dice Paul Emical* un po’ di sana paranoia non guasta mai), quindi posso basarmi su due indirizzi IP diversi, e di conseguenza… scegliere fra San Cipriano Picentino (vedi foto) e Montefalcione!. A parte il fatto che non conosco nessuna delle due località, ma Centola (o almeno Palinuro!) dov’è finito? E io dove sono? E voi, siete sicuri di trovarvi nel posto che pensavate? :-)

La modestia non paga

Chi ha letto il mio CV, ma soprattutto chi ha giocato con gli adventure game che ho realizzato, letto le riviste che ho ideato e curato o imparato dai videotutorial che da pioniere ho lanciato in Italia, sa bene chi sono, e soprattutto sa che non amo vantarmi e ho fatto della modestia, della spontaneità, dell’umiltà e della semplicità i miei baluardi in oltre due decenni di carriera nel settore editoriale e informatico. Della mia carenza di superbia e vanagloria possono testimoniare volti noti del settore che hanno mosso i primi passi sotto la mia supervisione o mi hanno conosciuto dopo e mi hanno stretto la mano per ringraziarmi di quanto avevo fatto per loro e la comunità informatica e videoludica del nostro Paese. Ho accettato questi complimenti, dal vivo o per e-mail, con grande commozione e senza mai montarmi la testa. Della mia ‘fama’ ho soprattutto apprezzato il ruolo svolto per la gente, tanto come creatore di giochi ‘intelligenti’ quanto come divulgatore e informatore nel settore informatico e videoludico. Sono rimasto buono e tranquillo nel mio quasi-anonimato, lasciando che fossero gli altri a ricordarsi o accorgersi di me, quando capitava.
Ora, però, comincio a stancarmi: mi accorgo sempre più spesso che il ‘sapersi vendere’ (inteso anche nell’accezione negativa del termine) qui da noi conta, come il famigerato ‘pezzo di carta’, più di quanto realmente si sa fare e si è fatto nella vita, e ad ignorare questa ingiusta legge della jungla si rischia di perdere credito o, peggio, restare addirittura fuori dal contesto per cui si è tanto lavorato nella vita.
Ne ho avuto l’ennesima riprova ieri, mentre cercavo di creare una voce su Wikipedia Italia riguardante me stesso, come già esiste su IFWiki (non creata da me) e visto che ero già citato nella voce relativa a Zzap! e The Games Machine, ma anche Game Pro, sull’enciclopedia in questione.
Del resto sull’edizione italiana di Wikipedia si parla delle avventure testuali, nel cui settore cui credo poter ‘vantare’ una certa fama, senza citare affatto il mercato italiano, mentre lo si fa con quello giapponese. Non che la documentazione manchi, appunto: IFWiki pubblica su tali giochi e su di me schede complete a approfondite, di pubbico dominio, ma a quanto pare non meritiamo, né io né le avventure testuali italiane (realizzate da vari autori, non solo da me) un posto sull’edizione italiana di Wikipedia come, per esempio, il mio alter-ego Scott Adams merita invece sull’edizione inglese.
Non so ancora come finirà la questione, ma comincio già a stancarmene, se devo essere sincero, e perdere ancora più stima e fiducia in un Paese che da sempre premia i furbetti e i vanitosi e getta nell’ombra chi, pur meritando di essere notato, ha preferito lavorare con modestia e senza vanagloria. Il mio sogno non è più, come una volta, di continuare a fare qualcosa di importante per l’Italia, quanto di potermene andare all’estero dove magari c’è più spazio, e rispetto, per chi fa bene il proprio lavoro.

P.S.
Alla fine non ho resistito e ho scritto una lettera a Punto Informatico… la cui pubblicazione ha prodotto la risposta ufficiale di Wikipedia italiana e… più di 300 commenti.

Ma il Poker è 'di nicchia'?

La home page del sito Poker-sportivo.netUn mesetto fa, insieme al mio amico Francesco, abbiamo deciso di mettere finalmente on-line un sito/blog dedicato al Poker Sportivo con l’obiettivo di creare anche una sorta di ‘punto di incontro’ per i soci della neonata Associazione Poker Sportivo Cilento, e naturalmente dopo qualche tempo ci siamo chiesti se ci fossero dei visitatori/lettori, il che ci ha spinti a installare un ‘contatore’ che ci permettesse di seguire statisticamete l’andamento del sito e i movimenti del pubblico. Da quel momento, grazie all’impegno di Francesco nel tenere sempre ‘freschi’ i contenuti con informazioni e notizie interessanti e di prima mano, e al mio nell’ottimizzazione e promozione (ma Francesco ha avuto un ruolo anche in questo, ovviamente) c’è stata una crescita esponenziale delle visite, che se l’altro ieri hanno raggiunto globalmente (e superato) quota mille, nella sola giornata di ieri hanno superato il record degli oltre cento visitatori nuovi giunti sulle pagine di Poker-Sportivo.Net, a un solo un giorno dal post che ringraziava per il tetto di 119 visite globali che già rappresentavano un traguardo importante per un sito tanto giovane.
Una delle cose curiose di questo risultato è che molti visitatori raggiungono il nostro sito cercando in Google le parole ‘poker mania‘, che non mi pare Francesco abbia citato più di due o tre volte nei contenuti finora pubblicati. Altre ricerche di Google attraverso le quali arriva nuovo pubblico sono naturalmente ‘associazione poker‘ e ‘poker sportivo‘, che naturalmente sono fra le più menzionate all’interno del sito oltre che far parte del nome di dominio. Insomma, ci avviamo a diventare un punto di riferimento per i poker-maniaci e gli sportivi di questo nuovo, avvincente sport che sta catturando l’attenzione mondiale e dà finalmente lustro a un gioco troppo spesso associato a fenomeni negativi come il gioco d’azzardo e le macchinette mangia-soldi. Evviva il Poker, e bravo Francesco! :-)

PS
A proposito, ma un bel post sulla voce ‘Poker’ di Wikipedia in italiano e in inglese? ;-)

Stampa foto digitali, qualità E convenienza

La  copertina del numero di Fotografare con l'inchiesta sulla stampa fotografica via WebPrima di tutto vorrei ringraziare Ermanno Montuori per aver citato sul suo sito PhotoWorld.it il mio post dal titolo Stampa foto digitali – Web o negozio? pubblicato lo scorso dicembre, ma ne approfitto anche per riconoscere ancora una volta come il Web possa costituire un’opportunità anche e soprattutto per quelle realtà imprenditoriali che, come MediaMagic o PhotoWorld, avrebbero difficoltà a offrire la professionalità e la qualità (nonché la convenienza) dei propri servizi a un pubblico più vasto e geograficamente lontano. Parlando di qualità e riconoscimenti, infatti, sono contento di scoprire come il mio amico Ermanno sia stato ‘premiato‘ da un’indagine (condotta in forma anonima) della rivista Fotografare che ha riconosciuto come la stampa delle foto digitali di PhotoWorld.it sia particolarmente brillante e nitida oltre che offerta su carta della migliore qualità. Come direbbero i miei amici romani ‘E so’ soddisfazioni!’ :-)

Vicini di… blog

I miei vicini di blog di 2000 blogger italianiCome sapete (se avete letto gli ultimi post) ho partecipato alla simpatica iniziativa dei 2000 blogger italiani, anche se abitualmente non partecipo a questo genere di iniziative. Sarà stato il piacere di sentirmi parte di una comunità virtuale tanto vivace e arguta, saranno state le facce simpatiche dei miei colleghi della blogosfera, ma alla fine ho ceduto anche a un secondo ‘invito’: l’iniziativa ‘conosci il tuo vicino’. Continua a leggere