Archivio della categoria: Scienza & Tecnica

Chernobyl: 20 anni dopo

Il tristemente famoso 'fungo' prodotto dall'esplosione della bomba atomica di NagasakiTriste anniversario, quello di oggi, che da venti anni ricorre proprio il giorno del mio compleanno.
Fu il 26 aprile del 1986, infatti, che il quarto reattore dell’impiano nucleare di Chernobyl esplose liberando una quantità di radiazioni pari a cento volte quella delle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki. Molte delle conseguenze di quel terribile incidente sono ancora oggi tangibili, come l’aumento di tumori alla tiroide nelle aree attraversate dalla malefica ‘nube’ (mia moglie è già stata operata e ha perso questa importante ghiandola, e io sono uno dei tanti che ospita un nodulo nella tiroide sperando che non sia una ‘bomba a tempo’ pronta a diventare un tumore maligno uno di questi giorni).
Continua a leggere

Tecnologia e stress – connubio inevitabile?

Stress da tecnologiaQuesto potrebbe essere il primo di una serie di post dal tono e dal sapore ‘luddista’, visto che comincio a sopportare sempre meno i problemi intrinseci nell’utilizzo di prodotti tecnologici e il ‘problem solving’ fine a se stesso che questi ultimi sembrano stimolare quotidianamente.
In ogni caso mi sembra che sia doveroso segnalare certi potenziali problemi a chi sta per avventurarsi sugli stessi sentieri e, magari con un colpo di fortuna, giunge su queste pagine Web seguendo una ricerca sul prodotto in questione: il router Cisco 803 ISDN (della famosa Serie 800).
Continua a leggere

Il computer da 99$?

I quattro impavidi geek di 'Soldi Facili.Com'L’altro ieri sera hanno trasmesso, su Sky Cinema 1 e 2, un filmetto del 2002 intitolato, in italiano ‘Soldi facili.com’, e il cui titolo originale (come sempre piu’ intelligente e azzeccato) e’ ‘The First $20 Million Is Always the Hardest‘, che tradotto sarebbe, in effetti, ‘I primi 20 milioni di dollari sono sempre i piu’ difficili (da quadagnare)’.
Continua a leggere

Dove mi trovo?

Ecco dove dovrei trovarmi secondo ip-adressSe dovessi attenermi a quanto mi riferisce il sito di IP-adress (non è un errore, la D è proprio una) basandosi sulle mappe di Google, il piccolo villaggio di provincia in cui vivo (Centola) non esiste, o quantomeno il mio indirizzo IP indicherebbe tutt’altra località. Per motivi di tranquillità e stabilità della connessine sono collegato alla Rete con Telecom ma anche con Tiscali (come dice Paul Emical* un po’ di sana paranoia non guasta mai), quindi posso basarmi su due indirizzi IP diversi, e di conseguenza… scegliere fra San Cipriano Picentino (vedi foto) e Montefalcione!. A parte il fatto che non conosco nessuna delle due località, ma Centola (o almeno Palinuro!) dov’è finito? E io dove sono? E voi, siete sicuri di trovarvi nel posto che pensavate? :-)

Digital divide, analog divide

Il digital divide e il progressoSi dibatte tanto sul ‘digital divide’, quando l’emarginazione nella nostra penisola ha radici ben più… analogiche.
L’Italia è un paese rurale, ammettiamolo, con tutti gli svantaggi tecnologici che ne derivano. Chi vive nelle città e nei capoluoghi non si rende conto della spaventosa massa umana disseminata in centri abitati dove manca il lavoro, manca la tecnologia, mancano le prospettive… è vero, manca l’inquinamento e lo stress tipici delle metropoli, ma in compenso ci si stressa per altre cose. Per esempio, per i Km (a volte oltre 100!) che bisogna percorrere per accedere a sportelli e sbrigare pratiche burocratiche oppure frequentare una scuola superiore, per il cattivo (quando non assente) segnale dei cellulari o delle trasmissioni televisive, satellite a parte, oppure per l’assenza di connessioni a banda larga.
Le statistiche parlano chiaro: su un totale di 8.101 comuni italiani sono oltre 6.000 quelli con meno di 5.000 abitanti, mentre sono 3.644 quelli che ospitano circa 2.000 anime (praticamente quasi la metà dei comuni italiani!). Ma c’è di più, perché queste poche migliaia di abitanti in realtà non esistono: eh già, proprio così, perché nessuno si prende la briga di controllare quanti cittadini vivono realmente nel comune in cui continuano ad avere la residenza (per un motivo o per un altro). Se non conoscete queste realtà ‘rurali’ (un termine per niente fuori luogo) vi starete chiedendo dove sarebbero finiti questi ‘abitanti’ che, seppure conteggiati, non esistono. Continua a leggere

Ricerche che hanno portato qui:

The Matrix is coming?

L'uomo trasformato in batteria, incubo di Matrix

Come nell’incubo fantascientifico di Matrix, arriva la possibilita’ di ricavare energia dagli esseri umani… piu’ precisamente dal sangue, secondo l’articolo pubblicato da Punto Informatico che scrive: “Ricercatori giapponesi mettono a punto celle energetiche che sfruttano l’organismo umano per produrre energia elettrica a basso voltaggio. Partendo dal glucosio.”
Ma non e’ tutto, nello stesso numero di Punto Informatico si parla delle inquietanti affermazioni di un esperto di British Telecom, secondo cui “Entro qualche decina di anni sarà possibile riversare la memoria di un individuo in un supercomputer capace di gestirla”.
Non so a voi, ma a me questi scenari tecnologici “alla Matrix” cominciano a dare qualche ansia…

Gli indimenticabili 'raccolti' di Matrix

Ricerche che hanno portato qui:

La banda larga sta stretta a qualcuno?

Leggo su AGI News che si è registrato un vero e proprio picco nelle vendite legali di musica su Internet: la crescita di questo mercato ha superato quella dello scambio illegale (alias P2P o file sharing che dir si voglia). Leggo, anche, come la lentezza nella diffusione della banda larga costituisca un vergognoso e inspiegabile freno per un mercato che, al pari di altri, sfama molta gente. Nello stesso articolo, però, leggo nuovamente di affermazioni secondo cui l’imposizione di ‘filtri’ ai fornitori d’accesso a Internet può rappresentare una misura di contrasto alla diffusione illegale di musica e altri contenuti multimediali. Insomma, siamo punto e accapo, e ancora oggi non si riesce a capire come lo scambio di musica, film e qualsiasi altra opera d’ingegno non passa necessariamente via Internet e non è la vera limitazione all’acquisto regolare e ‘legale’ di tali prodotti. Il vero ostacolo è il costo, la vera cura è il ridimensionamento dei prezzi. Altrimenti non si spiegherebbe come la vendita di musica on-line sia in crescita esponenziale mentre quella sui supporti tradizionali soffre ancora della solita crisi. Del resto, per far crescere il mercato con Internet ci vuole poco, e c’è da guadagnare per tutti, come rivela Maurizio Ricci nel suo interessante e ampio articolo su Repubblica.it.
Ci vuole tanto a capire? Continua a leggere

Ricerche che hanno portato qui: