Mentre Repubblica.it lo elenca come aspetto isolato in sondaggi a compartimenti stagni che ignorano l’interazione fra le relative voci (mi spiego più avanti), qualcuno ne evidenzia l’aspetto addirittura pericoloso in fatto di sicurezza. Sto parlando, come avrete capito dal titolo, del telelavoro, quello che gli americani chiamano anche telecommuting (da quando Jack Nilles ne coniò il neologismo) e conoscono dagli anni Settanta e che in Europa e soprattutto in Italia, non a caso, stenta a decollare in quanto chi dovrebbe promuoverlo ne ignora i numerosi vantaggi. Continua a leggere
Archivio della categoria: Lavoro
Digital divide, analog divide
Si dibatte tanto sul ‘digital divide’, quando l’emarginazione nella nostra penisola ha radici ben più… analogiche.
L’Italia è un paese rurale, ammettiamolo, con tutti gli svantaggi tecnologici che ne derivano. Chi vive nelle città e nei capoluoghi non si rende conto della spaventosa massa umana disseminata in centri abitati dove manca il lavoro, manca la tecnologia, mancano le prospettive… è vero, manca l’inquinamento e lo stress tipici delle metropoli, ma in compenso ci si stressa per altre cose. Per esempio, per i Km (a volte oltre 100!) che bisogna percorrere per accedere a sportelli e sbrigare pratiche burocratiche oppure frequentare una scuola superiore, per il cattivo (quando non assente) segnale dei cellulari o delle trasmissioni televisive, satellite a parte, oppure per l’assenza di connessioni a banda larga.
Le statistiche parlano chiaro: su un totale di 8.101 comuni italiani sono oltre 6.000 quelli con meno di 5.000 abitanti, mentre sono 3.644 quelli che ospitano circa 2.000 anime (praticamente quasi la metà dei comuni italiani!). Ma c’è di più, perché queste poche migliaia di abitanti in realtà non esistono: eh già, proprio così, perché nessuno si prende la briga di controllare quanti cittadini vivono realmente nel comune in cui continuano ad avere la residenza (per un motivo o per un altro). Se non conoscete queste realtà ‘rurali’ (un termine per niente fuori luogo) vi starete chiedendo dove sarebbero finiti questi ‘abitanti’ che, seppure conteggiati, non esistono. Continua a leggere
Ricerche che hanno portato qui:
Il Lato Oscuro del Digitale
Da cinque a quindici ore al giorno dedicate all’esplorazione di un mondo vastissimo. Una media di sette ore e mezza (per difetto, in realtà la media è molto più alta) che moltiplicata per trecentosessantacinque giorni è uguale a quasi tremila ore, che moltiplicate a loro volta per venticinque anni arrivano quasi a settantacinquemila ore (che riaccorpate diventano 3.125 giorni ovvero più di otto anni). Nonostante ciò, non bastano ad esplorare quel mondo, perché esso continua a espandersi e diventa sempre più complesso.
Una sola scelta, infinite rinunce
È stato così dall’inizio.
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Stampa foto digitali, qualità E convenienza
Prima di tutto vorrei ringraziare Ermanno Montuori per aver citato sul suo sito PhotoWorld.it il mio post dal titolo Stampa foto digitali – Web o negozio? pubblicato lo scorso dicembre, ma ne approfitto anche per riconoscere ancora una volta come il Web possa costituire un’opportunità anche e soprattutto per quelle realtà imprenditoriali che, come MediaMagic o PhotoWorld, avrebbero difficoltà a offrire la professionalità e la qualità (nonché la convenienza) dei propri servizi a un pubblico più vasto e geograficamente lontano. Parlando di qualità e riconoscimenti, infatti, sono contento di scoprire come il mio amico Ermanno sia stato ‘premiato‘ da un’indagine (condotta in forma anonima) della rivista Fotografare che ha riconosciuto come la stampa delle foto digitali di PhotoWorld.it sia particolarmente brillante e nitida oltre che offerta su carta della migliore qualità. Come direbbero i miei amici romani ‘E so’ soddisfazioni!’
Vendere tempo e know-how su eBay?
In un periodo di magra come quello che sta attraversando l’Italia e l’Europa ci si ritrova spesso a inventarsi i lavori più diversi, oppure a cercare fonti alternative come la vendita di oggetti su eBay. Ma sul famoso sito di aste si possono vendere soltanto oggetti? E se provassimo a vendere il nostro tempo? Me lo sono chiesto, e in effetti ci ho provato. Non ci credete? Date un’occhiata a questa inserzione.
Ricerche che hanno portato qui:
Informatica italiana – Finalmente primi!
Finalmente abbiamo un primato nel settore informatico, ma non è un traguardo di cui essere fieri: secondo le ultime rilevazioni due aziende su tre utilizzano software privo di regolare licenza, ovvero il 67 per cento delle 200 aziende esaminate dalla Guardia di Finanza. Continua a leggere
Ricerche che hanno portato qui:
Ho sbagliato mestiere?
A quanto pare il tema del lavoro e dell’occupazione resta centrale nei post di questo periodo: sarà mica una delle mie solite crisi di identità professionale che comincia ad affacciarsi? Diciamo che tutto è nato dall’avere accompagnato mio figlio, ieri pomeriggio, a farsi un piercing in una cittadina poco distante dal nostro ‘villaggio’ (essendo quindicenne doveva essere accompagnato da un adulto, possibilmente un genitore, secondo le nuove normative). Prima che qualcuno faccia commenti sull’educazione dei figli, ricordatevi che sono stato adolescente negli anni Settanta, e ho fatto anche di peggio.
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Ricerche che hanno portato qui:
Lavorare all'estero
In un precedente post intitolato ‘Lavorare: come, quanto, perché‘ mi ponevo, appunto, queste tre domande riflettendo sul valore della persona e del suo tempo investito in attività lavorative. Dimenticavo, tuttavia, di aggiungere ‘dove’, e ci ho pensato imbattendomi in uno stupendo post di un blog che non conoscevo e che ho scoperto con piacere.
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Ricerche che hanno portato qui:
Lavorare: quanto, come, perche'
Approfittando del commento che l’autore del blog bruttagente ha inserito per il post precedente, sono andato a curiosare nei suoi scritti e devo dire che mi sono piaciuti, nonostante il tono polemico e un po’ negativo (ma i blog devono riflettere i pensieri, le idee e le opinioni dell’autore, no?). In particolare, mi ha colpito il post intitolato Il riposo del guerriero.
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Ricerche che hanno portato qui:
Alcuni dei siti Web professionali che ho realizzato con WordPress
Alcuni esempi di siti professionali realizzati con WordPress
ATTENZIONE: Se vuoi scoprire come realizzare facilmente e velocemente siti professionali realizzati con WordPress non perderti IL MIO LIBRO “WEBMASTER CON WORDPRESS“, in tutte le librerie e on line sulla Libreria Hoepli!
Ecco di seguito alcuni dei siti Web professionali che ho sviluppato usando il CMS WordPress. Questo CMS è abbastanza flessibile, infatti, da permettere la creazione di siti standard oltre che blog, anche se Joomla! sembrerebbe molto più adatto, ma prima di convertirmi all’altra piattaforma Open Source preferisco verificarne tutti i pregi e i difetti, intanto continuo a usare WP visto che è collaudato e lo conosco ormai da alcuni anni.
Numerologica (Analisi Numerologica)
“Sconti e Risparmio“, il blog ufficiale sul risparmio e i consigli per gli acquisti di “Compra Bene”, la rivista di Cigra Editore
Agriturismo Sant’Agata a Palinuro
Il mio blog (bonaventuradibello.it)
Un esperimento enciclopedico sul Cilento (cilentopedia)
Albergo Delfino (uno splendido hotel sulla costa di Marina di Camerota)
Popeye Oggettistica Nautica (un negozio di prodotti per l’arredamento in stile marinaro)
Villaggio Residence Vigna del Mare
Casa Vacanze da Zia Maria (un piccolo e accogliente villaggio per chi vuole andare in vacanza a Marina di Camerota)




