Archivio della categoria: Editoria

YouTube dividerà i guadagni con gli utenti

La notizia è rimbalzata nelle ultime ore da un sito all’altro nella blogosfera ma anche sui portali di news tradizionali, accolta con piacere da qualcuno ma anche criticata da altri. Ad annunciare questa nuova, interessante fase di gestione del popolare portale di video amatoriali e non è stato proprio il co-fondatore Chad Hurley, che ne ha parlato in un suo intervento nel corso del World Economic Forum di Davos, in Svizzera. In sostanza le intenzioni di YouTube sono di offrire una fetta degli utili derivanti dalla pubblicità ai videomaker che accetteranno di ospitare in apertura del loro filmato (di cui devono essere detentori di ogni diritto, ovviamente) 30 secondi di spot. Chi ha criticato la notizia ritiene che una filosofia del genere possa intaccare la spontaneità dei contenuti attuale, facendo degradare la qualità dei video per l’invasione di filmati da parte di chi vorrebbe soltanto ricavare un guadagno dalla pubblicazione del proprio video. I fondatori di YouTube, invece, si dicono sicuri che le dimensioni assunte dal servizio siano tali da poter offrire una contropartita di questo tipo ai videomaker del Web senza che ciò influisca negativamente sullo spirito di comunità del videoportale. Secondo me ciò apre la strada addirittura alla creazione e pubblicazione di video di maggiore qualità e utilità/interesse, per esempio videorecensioni o videotutorial, ma anche piccoli documentari e simili. Voi che ne dite?

MAD – 50 anni di fumetto in un DVD

La confezione dello splendido Absolutely MADChi segue il mio blog sa che sono un fanatico di MAD, il fumetto demenziale più famoso del mondo, quindi figuratevi se potevo fare a meno di notare la stupenda raccolta in DVD disponibile su Amazon USA, che contiene oltre cinquant’anni di pubblicazioni in formato PDF a un prezzo ridicolo di circa 40 dollari! In effetti non è la prima volta che i numeri di MAD vengono pubblicati in formato digitale, infatti una raccolta su CD era già disponibile da tempo su Amazon, in un formato più multimediale e interattivo anziché in PDF, ma compatibile solo con Windows per la consultazione e, naturalmente, meno completa in fatto di annate. Continua a leggere

Ricerche che hanno portato qui:

Il Lato Oscuro del Digitale

una vita per il digitaleDa cinque a quindici ore al giorno dedicate all’esplorazione di un mondo vastissimo. Una media di sette ore e mezza (per difetto, in realtà la media è molto più alta) che moltiplicata per trecentosessantacinque giorni è uguale a quasi tremila ore, che moltiplicate a loro volta per venticinque anni arrivano quasi a settantacinquemila ore (che riaccorpate diventano 3.125 giorni ovvero più di otto anni). Nonostante ciò, non bastano ad esplorare quel mondo, perché esso continua a espandersi e diventa sempre più complesso.

Una sola scelta, infinite rinunce

È stato così dall’inizio.
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L'edicola digitale

La copertina del numero 19 di Computer BildNon sto parlando di notizie e articoli che si possono leggere sul Web, ma di riviste vere e proprie: ho appena acquistato il numero 19 di Computer Bild, una delle riviste delle Edizioni Master. Qualcuno chiedera’: che c’e’ di strano? Di strano c’e’ che l’ho acquistato senza neanche alzarmi dalla sedia, pagandolo solo 70 centesimi (contro 1,80 euro del costo in edicola) e con la possibilita’ di leggerlo, oltre che sullo schermo del computer, anche sul mio PDA-phone, e di cercare velocemente informazioni al suo interno.
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Ricerche che hanno portato qui:

La modestia non paga

Chi ha letto il mio CV, ma soprattutto chi ha giocato con gli adventure game che ho realizzato, letto le riviste che ho ideato e curato o imparato dai videotutorial che da pioniere ho lanciato in Italia, sa bene chi sono, e soprattutto sa che non amo vantarmi e ho fatto della modestia, della spontaneità, dell’umiltà e della semplicità i miei baluardi in oltre due decenni di carriera nel settore editoriale e informatico. Della mia carenza di superbia e vanagloria possono testimoniare volti noti del settore che hanno mosso i primi passi sotto la mia supervisione o mi hanno conosciuto dopo e mi hanno stretto la mano per ringraziarmi di quanto avevo fatto per loro e la comunità informatica e videoludica del nostro Paese. Ho accettato questi complimenti, dal vivo o per e-mail, con grande commozione e senza mai montarmi la testa. Della mia ‘fama’ ho soprattutto apprezzato il ruolo svolto per la gente, tanto come creatore di giochi ‘intelligenti’ quanto come divulgatore e informatore nel settore informatico e videoludico. Sono rimasto buono e tranquillo nel mio quasi-anonimato, lasciando che fossero gli altri a ricordarsi o accorgersi di me, quando capitava.
Ora, però, comincio a stancarmi: mi accorgo sempre più spesso che il ‘sapersi vendere’ (inteso anche nell’accezione negativa del termine) qui da noi conta, come il famigerato ‘pezzo di carta’, più di quanto realmente si sa fare e si è fatto nella vita, e ad ignorare questa ingiusta legge della jungla si rischia di perdere credito o, peggio, restare addirittura fuori dal contesto per cui si è tanto lavorato nella vita.
Ne ho avuto l’ennesima riprova ieri, mentre cercavo di creare una voce su Wikipedia Italia riguardante me stesso, come già esiste su IFWiki (non creata da me) e visto che ero già citato nella voce relativa a Zzap! e The Games Machine, ma anche Game Pro, sull’enciclopedia in questione.
Del resto sull’edizione italiana di Wikipedia si parla delle avventure testuali, nel cui settore cui credo poter ‘vantare’ una certa fama, senza citare affatto il mercato italiano, mentre lo si fa con quello giapponese. Non che la documentazione manchi, appunto: IFWiki pubblica su tali giochi e su di me schede complete a approfondite, di pubbico dominio, ma a quanto pare non meritiamo, né io né le avventure testuali italiane (realizzate da vari autori, non solo da me) un posto sull’edizione italiana di Wikipedia come, per esempio, il mio alter-ego Scott Adams merita invece sull’edizione inglese.
Non so ancora come finirà la questione, ma comincio già a stancarmene, se devo essere sincero, e perdere ancora più stima e fiducia in un Paese che da sempre premia i furbetti e i vanitosi e getta nell’ombra chi, pur meritando di essere notato, ha preferito lavorare con modestia e senza vanagloria. Il mio sogno non è più, come una volta, di continuare a fare qualcosa di importante per l’Italia, quanto di potermene andare all’estero dove magari c’è più spazio, e rispetto, per chi fa bene il proprio lavoro.

P.S.
Alla fine non ho resistito e ho scritto una lettera a Punto Informatico… la cui pubblicazione ha prodotto la risposta ufficiale di Wikipedia italiana e… più di 300 commenti.

2000 bloggers (facce da blog)

Una porzione del mosaico fatto di bloggerSe vi capita di vedere la mia faccia fra le centinaia (si spera) esposte nella vetrina di 2000 Blogger italiani, non meravigliatevi. Dopo che il mio amico FlashBlack mi ha segnalato il progetto di SID05, cui è abbinata anche una mappa, sono andato subito a curiosare e mi è piaciuta così tanto l’iniziativa da volerla segnalare anche con un post. Sapete, è una grande gioia vedere raccolti insieme, come in una grande folla festosa, i volti dei miei colleghi (e colleghe) della blogosfera nazionale, compresa quella gran faccia di tolla del mio amico Diego, poter collegare un blog a un volto è ben diverso dal fermarsi al semplice testo (anche se molti autori inseriscono magari già la propria foto nel profilo del blog). Ed è anche interessante scoprire quali piattaforme vengono utilizzate per i vari blog, o dove sono localizzati geograficamente gli autori e le autrici. Peccato per chi ha inserito, al posto del proprio volto, il solito disegno o qualche altro elemento grafico. Non c’è mica da aver paura a mostrarsi, se l’ho fatto io con il mio brutto muso…
In ogni caso, se siete anche voi dei blogger provate a partecipare, altrimenti andate semplicemente a dargli un’occhiata, ne vale la pena!