Aria di crisi

Un giovane disoccupato nell'America di una voltaGli annunci di licenziamenti, ristrutturazioni e outsourcing in aree con manodopera a buon mercato si infittiscono, soprattutto nel settore IT e dell’elettronica di consumo. La notizia dei licenziamenti programmati in HP (14.000 posti), rinverdita oggi da Punto Informatico, si affianca paurosamente a quella di Sony (10.000 posti entro il 2007) e di Siemens (2.400 posti entro i prossimi due anni). Le ristrutturazioni, invece, interessano sia grandi nomi come Microsoft (che ha deciso di ridurre la struttura dirigenziale a tre sole unità, sia aziende minori come Olidata, che prevede anche l’outsourcing per alcune attività. Il cosiddetto ‘posto fisso’ comincia sicuramente a diventare meno valido, nel lungo termine, rispetto alla flessibilita’ di chi si ‘arrangia’ lavorando in proprio e adattandosi ai mutamenti di mercato, particolarmente rapidi e imprevedibili nel settore IT.

3 Responses to “Aria di crisi”
  1. Giovanni Says:

    E nel settore editoriale, allora? Sai di più della notizia che tutto il settore videogiochi di XENIA è stato acquisito da FutureMedia??? Licenziamenti anche lì??

  2. Gotecki Says:

    Da sempre sono abituato a pensare che il posto fisso è un miraggio generato dai genitori abituati a pensarla così a causa dello stato in cui versava il nostro paese ai loro tempi.
    Se qualcuno dicesse “non ci sono più posti fissi” non mi stupirei, penso inoltre che per quando sarò anziano non ci saranno pensioni per me, mi rendo conto che non è il massimo dell’ottimismo, ma si tratta solo di “cambiare prospettiva” iniziando a valutare le opportunità realmente possibili, scartando dunque l’idea della stabilità lavorativa. Senza buttarsi giù o legnarsi troppo, ovviamente, ingegnandosi, spendendo più energie di quelle che in teoria uno dovrebbe spendere per far quadrare i bilanci, però tant’è, non c’è molta scelta, dunque sarà normale fare così :)

    buon lavoro!

  3. Jack Says:

    No, niente licenziamenti, Giovanni, le redazioni traslocano nei nuovi uffici e basta, da quello che so. Certo, le acquisizioni sono un altro fenomeno all’ordine del giorno, tanto nel grande (la giapponese Access che compra PalmSource, per esempio, o Google che compra Skype) quanto nel piccolo (Future PLC che compra Highbury/Paragon o, in Italia, Future Media Italy che compra Xenia).
    Proprio per questa mutevolezza del mercato del lavoro, ormai senza distinzioni geografiche, dicevo del sapersi rimettere in discussione, come giustamente sottolinea anche il caro Gotecki nel suo commento.
    A 42 anni suonati, ancora oggi cerco di prendere una laurea e imparare qualche nuovo linguaggio, software o tecnologia. Il motivo e’ proprio quello, oltre al gusto di farlo (nonostante le difficolta’ imposte dal ruolo di marito e padre, ovviamente).
    E come al solito si finisce per dedicare un numero di ‘ore uomo’ impensabili al proprio lavoro, considerandolo un investimento per il futuro… futuro incerto, ovviamente, ma tant’e'…

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