Lavorare all'estero

Emigranti che aspettano di partire con le loro valige di cartoneIn un precedente post intitolato ‘Lavorare: come, quanto, perché‘ mi ponevo, appunto, queste tre domande riflettendo sul valore della persona e del suo tempo investito in attività lavorative. Dimenticavo, tuttavia, di aggiungere ‘dove’, e ci ho pensato imbattendomi in uno stupendo post di un blog che non conoscevo e che ho scoperto con piacere.
Continua a leggere

10 cose che (forse) non sapete di me

Jack Ventura in versione WolverineQuest’anno voglio festeggiare il mio compleanno sul blog con un ‘elenco’ tipico: ultimamente sul Web è circolato un fenomeno, fra i blogger, che vede l’autore di ogni blog ‘rivelare’ una decina o più particolari personali che possono aiutare i lettori del suo sito a conoscerlo meglio, o quantomeno a sorridere se si tratta di cose curiose. Anch’io ho da rivelare almeno una decina di questi ‘segreti’, che stranamente in alcuni casi sono sconosciute persino ai miei concittadini e ad alcuni amici. Mi auguro che facciano almeno sorridere o stupire qualcuno dei lettori, altrimenti pazienza, e grazie per avermi sopportato nell’elencazione. Bene, ecco almeno dieci cose che (forse) non sapete di me:
Continua a leggere

Google e il controllo del Mondo

La notizia dell’iscrizione diretta, per gli utenti europei, al servizio di posta GMail di Google (in precedenza disponibile solo su invito di altri utenti o, negli USA, con iscrizione via SMS) ha riacceso, sul Web, i dibattiti sull’espansione del gigante digitale creato da Brin e Page e sui pericoli che questa potrebbe avere sulla privacy dei netizen, i cittadini della Rete, e non solo. Il video che vedete qui sotto è uno dei documenti oggi circolanti su Internet dove si pongono legittime domande circa la vera estensione del processo di profiling che Google opera su ogni utente dei suoi servizi. Dove si spingeranno le indagini sui dati raccolti durante l’uso di GMail, Google Calendar, Blogger.com o dello stesso motore di ricerca? Nel video si menzionano alcuni investimenti di Google Inc. nella ricerca genetica… dovremmo spaventarci il giorno in cui l’azienda regalerà delle tastiere dotate di tasti speciali per l’accesso rapido ai suoi servizi, pensando che un semplice starnuto può permettere alla periferica di rilevare il nostro DNA e trasmetterlo, via USB, al software di Google e ai suoi tentacolari archivi digitali, pronto per essere inserito nella nostra scheda identificativa personale? Qualcuno la chiama paranoia, ma c’è chi si pone seriamente il problema…

Gli americani scoprono Bozzetto (30 anni dopo)

La locandina di Allegro non troppo di Bruno BozzettoSaranno (forse) atterrati sulla Luna prima degli altri, ma scoprire solo oggi che un grande cartoonista italiano ha realizzato una parodia del disneyano Fantasia è un po’ una pecca, per i nostri colleghi (blogger) d’oltreoceano. Il seguitissimo BoingBoing pubblica, infatti, un post dove cita il lungometraggio Allegro Non Troppo di Bruno Bozzetto di cui a quanto pare è stato inserito il video su YouTube (ma… e i diritti d’autore?), consigliando oltremodo a chi lo guarderà sul luogo di lavoro di stare attento per le scene di nudo presenti in una delle sequenze più frenetiche! Vabbè, almeno servirà a far vendere qualche copia del DVD sottotitolato in inglese ad Amazon.com.

Addio, Sensei…

Yoriyuki Pat MoritaC’è chi lo ricorda come gestore del locale Alfred’s di Happy Days, chi ancora ricorda le istruzioni “Metti la cera, togli la cera” in Karate Kid, un film che è ormai una delle icone degli anni Ottanta. “Pat” Morita, all’anagrafe Moriyuki Morita, ci lascia all’età di 73 anni, ma resterà nei nostri cuori la sua faccia resa ancora più simpatica dal doppiaggio italiano. Se conoscete l’inglese potete leggere la notizia completa (e guardare il video commemorativo) su questa pagina Web di CNN. Altrimenti, vi basterà cercare le parole “Karate Kid” in Google in questi giorni per leggere qualche memoriale del simpatico maestro. Addio, Sensei…

Vendere contenuti con Lulu

Il logo di LuluInauguriamo questa nuova serie di post dedicati al business via Internet con la presentazione di un sito tutto particolare: Lulu.com.
L’obiettivo di Lulu.com e’ il self publishing, ovvero la possibilita’ di pubblicare contenuti auto-prodotti (eBook, foto, audio, ecc.) e di commercializzarli sul Web. Il sito, quindi, si presenta con una doppia versione, rispettivamente per chi vuole vendere i contenuti digitali che ha prodotto e chi, invece, vuole acquistare quelli prodotti da altri.
I primi dovranno, ovviamente, creare un account gratuito e pubblicare cosi’ i propri contenuti, per i quali sceglieranno un prezzo di vendita al quale Lulu aggiungera’ una commissione del 25%.
I secondi, invece, possono esplorare le varie sezioni del sito e acquistare i contenuti desiderati, come farebbero su qualunque sito di e-commerce.
Alcuni dei contenuti possono essere richiesti anche in forma stampata (per esempio i libri, i calendari e le foto), e in molti casi e’ possibile scaricare un’anteprima dei contenuti stessi.
In sostanza, un servizio interessante nel panorama del Web-business.

Testo INTORNO alle immagini

giusto per mettere qualcosaAlla fine le soluzioni migliori sono le piu’ semplici. Ho appena finito di ‘scontornare’ le immagini piccole dei post precedenti, come auspicavo ieri nel post dedicato al formato data del blog, proprio come quella che vedete in questo post.
Dopo che Fender mi aveva segnalato un esempio su Web dove il risultato era stato ottenuto, ho scoperto che (come intuivo) si trattava di un comando ‘class’ inserito nel tag ‘img’.
Ho fatto, quindi, un po’ di ricerche (santo Google!) e ho trovato un thread sul sito di WordPress con il link a un sito esterno dove ci sono diversi esempi di cosa si puo’ ottenere con un uso sapiente degli stili riguardo al testo e alle immagini.
Per ora mi accontento di poter scontornare le immagini, poi vedremo se e’ il caso di usare qualche altro trucchetto e ottenere una simil-impaginazione. Se, intanto, volete cimentarvi nell’operazione, vi consiglio come al solito di leggere tutto e per bene, nelle due pagine di cui vi ho segnalato il link.

Digital beauty (non è tutto oro…)

La modella, prima del fotoritocco digitaleEra ora che qualcuno fornisse un esempio pratico ed esauriente di come i media sfalsano la percezione sensoriale ingannando gli occhi con immagini di perfezione innaturale. Nella fattispecie, le immagini di avvenenti modelle che spesso e volentieri fanno sbavare i maschi e morire d’invidia le femmine della specie homo sapiens (o dovrei dire demens?). la stessa modella, dopo il ritocco magicoNon che queste ragazze siano brutte, per carità, ma oltre ai quintali di cosmetici investiti da truccatori e truccatrici per la gioia dei fotografi, c’è una buona dose di ritocco digitale ad eliminare anche le ultime imperfezioni. Non ci credete? Provate a guardare qualcuno degli esempi di questa pagina Web e potrete divertirvi a esaminare un intero portfolio di modelle e modelli che magicamente cambiano (quando passate il puntatore del mouse sopra l’immagine) da così a così mostrando chiaramente gli interventi del grafico digitale su rughe, imperfezioni, nei, pieghe e quant’altro. Se avete una connessione lenta date alla pagina della singola foto il tempo di caricare anche l’immagine alternativa, altrimenti perderete l’effetto magico :-)