Il Lato Oscuro del Digitale

una vita per il digitaleDa cinque a quindici ore al giorno dedicate all’esplorazione di un mondo vastissimo. Una media di sette ore e mezza (per difetto, in realtà la media è molto più alta) che moltiplicata per trecentosessantacinque giorni è uguale a quasi tremila ore, che moltiplicate a loro volta per venticinque anni arrivano quasi a settantacinquemila ore (che riaccorpate diventano 3.125 giorni ovvero più di otto anni). Nonostante ciò, non bastano ad esplorare quel mondo, perché esso continua a espandersi e diventa sempre più complesso.

Una sola scelta, infinite rinunce

È stato così dall’inizio.
Continua a leggere

Finalmente le immagini!

Avrete notato che ho inserito il primo post corredato da immagine, ma sappiate che non e’ stato grazie alla gestione “di serie” delle immagini su WordPress, che personalmente ho imparato a odiare dopo alcuni tentativi di utilizzo (forse sbaglio io, ma… continuate a leggere).
Se qualcuno ha provveduto a creare (che Dio lo benedica!) dei plug-in che permettono di gestire le immagini in maniera alternativa, un motivo ci sara’.. infatti devo ringraziare malyfred, un programmatore della Repubblica Ceca, e il suo plug-in iimage browser (da non confondere con Image Browser) se ora ho una possibilita’ concreta di inserire immagini nei post senza dare di matto (a parte la lentezza nella creazione delle miniature e delle anteprime, ma forse e’ perche’ uso una “misera” ISDN 64k). Se vi state cimentando con WordPress, e volete inserire delle immagini, quindi, ve lo consiglio caldamente!

A volte ritornano

La copertina del primo ExplorerOgni tanto mi capita, come oggi, di trovare in mailbox un messaggio di qualche giocatore delle mie vecchie avventure pubblicate in edicola nelle collane Explorer e Viking, che ovviamente mi fa i complimenti ‘in differita’ e, incredibile ma vero, a volte mi chiede un aiuto su uno dei giochi.
Non che su Web sia tanto difficile imbattersi in una di queste storie interattive, visto che oltre al Progetto Lazzaro (ancora in costruzione ma ricco di materiale), e’ possibile trovarle persino su Planet Emulation, un sito francese dedicato all’emulazione, e su un sito ungherese che raccoglie vecchi giochi di vario genere. Le singole avventure sono state pubblicate anche su Planet Emulation, il famoso sito francese.
Continua a leggere

Dov'e' ospitato questo blog?

Piccolo spazio pubblicita’, come cantava il Blasco. Se vi state chiedendo su quale server e’ ospitato questo blog e perche’, sappiate che si tratta di un hosting di TopHost, il provider italiano probabilmente piu’ competitivo (al momento) sia per quanto riguarda i prezzi, sia per la flessibilita’ e semplicita’ di gestione di tutte le funzioni tipiche di un dominio/hosting (spazio, php, sql, reindirizzamento, caselle di posta, ecc.). Visto che il dominio utilizzato per il blog (www.jackventura.com) e’ stato ottenuto con un “codice invito” che TopHost ha offerto su Punto Informatico come inziativa promozionale, non mi resta che ricambiare il regalo inserendo un “bollino” fisso all’interno di questo blog. Grazie, TopHost! :-)

MAD – 50 anni di fumetto in un DVD

La confezione dello splendido Absolutely MADChi segue il mio blog sa che sono un fanatico di MAD, il fumetto demenziale più famoso del mondo, quindi figuratevi se potevo fare a meno di notare la stupenda raccolta in DVD disponibile su Amazon USA, che contiene oltre cinquant’anni di pubblicazioni in formato PDF a un prezzo ridicolo di circa 40 dollari! In effetti non è la prima volta che i numeri di MAD vengono pubblicati in formato digitale, infatti una raccolta su CD era già disponibile da tempo su Amazon, in un formato più multimediale e interattivo anziché in PDF, ma compatibile solo con Windows per la consultazione e, naturalmente, meno completa in fatto di annate. Continua a leggere

Ya-hooting

They say owl’s hoot is a bad sign, especially when repeated three timesOwl’s hoot is often seen (shoud we say ‘heard’?) as a sign of bad luck, but I hope this post won’t count as one of those, at least for Yahoo! and the aura surrounding the popular search engine (and portal) at the moment. After some heartbeating news about the Microsoft bid, the following Google comments and Yahoo!’s refuse, the talking now involves the media mogul itself, Mr Murdoch (read a summary of the chronicles on the Web edition of ‘british’ Telegraph to keep up to date). Talking about misfortune, anyway, the sad news seem to involve, instead, the Yahoo! Design Innovation Team as a whole, who’s been fired (as reported on Portfolio.com). Let’s ask, now, why on heart the company didn’t hold on and just wait before deciding for such a bad move considering the delicate moment they’re going through right now.

Usare WP per creare un sito

Dovendo lavorare alla creazione del sito ufficiale per MediaMagic (l’agenzia di servizi e comunicazione che ho creato di recente e in cui spero di coinvolgere pian piano tutti voi vhe mi conoscete e che avete gia’ avuto modo di lavorare insieme a me) sono andato a caccia di una soluzione che permettesse di costringere WordPress a usare come ‘home page’ una pagina invece dell’elenco dei post.
La ricerca e’ stata fruttuosa, infatti mi sono imbattuto nel plug-in “Static front page” presentata sul sito di Semilogic.
Esiste anche un’altra soluzione, i cui dettagli sono raggiungibili dalla stessa pagina di WordPress Support. Oppure, come scoprirete leggendo i dettagli stessi, si potrebbe creare addirittura una pagina home.php contenente cio’ che si vuole visualizzare, appunto, sulla nuova ‘home page’ del sito. Magari volete documentarvi un po’ sulle pagine di WordPress, prima di tentare un simile approccio: in tal caso leggete la documentazione ufficiale.
Il passo successivo, ovviamente, e’ stato quello di modificare il Main Template (index.php) per eliminare le voci tipiche del post (data, autore, link ai commenti, ecc.).
Resta da riorganizzare e cambiare i link del menu laterale, e il tutto dovrebbe assumere l’aspetto di un vero sito…

And justice for all… well, almost

Children as a symbol of innocence, jailed instead of their headsmenLet me start this first ‘international’ post with a title which surely is going to ring a bell in most of you, tied as it is with both a movie and a music album known by the same sentence. You’ll forgive me for any mistake I’m going to make writing in English, as it’s my second language and not my mother tongue, but as I explained in my previous post I’m going to write in English from now on as a form of peaceful protest against the disillusion with many facets of my daily life in the Country I’ve had the luck and misfortune of being born. Please, comment with suggestions about any error I’m eventually putting into the articles you’ll be reading here, thanks.
So, back to the post, which (as the title clearly suggests) is related to one of the worst ‘misfunctions’ of Italian national clockwork: (in)justice. I was reading of the nth case of a male, guilty of abuse, who’s free (after a short time since his previous crime) to perpetrate his new violence where the casualty is a woman or a child. But, as usual, this is just the tip of the iceberg, as most of these horrible facts never become news. What’s worse, Italian justice still keeps on holding in jail people guilty of theft or fraud but gives dangerous criminals a way to wander free in the streets in search of their next innocent victim.
We (Italians) often say, reading or watching on our national media about criminals left free to wander or kept for long time in courts with no punishment, things like “If this was happening abroad the criminal would already be prosecuted and punished the way he/she deserved“. The main problem is, in Italy, that villains are even among those in charge of government and justice itself. As they say, quis custodiet ipsos custodes? (who watches the watchmen?).
P.S. A note about the picture I used for this post, it’s been borrowed from the site Eccleshall Past, just because I thought it may best symbolise what I’ve written. If the authors or any related people thinks there’s any reason not to use it here, I invite them to let me know and I’ll promptly remove it. Thanks.

Vendere tempo e know-how su eBay?

L'ormai arcinoto logo di eBay In un periodo di magra come quello che sta attraversando l’Italia e l’Europa ci si ritrova spesso a inventarsi i lavori più diversi, oppure a cercare fonti alternative come la vendita di oggetti su eBay. Ma sul famoso sito di aste si possono vendere soltanto oggetti? E se provassimo a vendere il nostro tempo? Me lo sono chiesto, e in effetti ci ho provato. Non ci credete? Date un’occhiata a questa inserzione. :-)

Morte virtuale, morte reale

Una scena di morte in Second Life
Una notizia che ha fatto il giro del ciberspazio in queste ore ha del grottesco e ha tutta l’aria di una bufala: il blogger che l’ha lanciata dal suo sito riferiva, nel post, che uno studente dell’università del Michigan, dopo aver perso la sua vita virtuale intorno alle tre di mattina nel famoso gioco on-line Second Life, era stato ritrovato privo di conoscenza nel parcheggio dell’istituto ed era poi deceduto in ospedale. La morte sembrava provocata da cause assurdamente simili a quelle che avevano decretato la morte del suo avatar nel gioco. Il giovane, un diciottenne di nome Jesse Smith, avrebbe riportato gravi lesioni interne ma non presentava alcun segno visibile sul corpo. Secondo il racconto dell’autore, nella sua vita alternativa in SecondLife era stato investito, poche ore prima, da un’auto mentre un gruppo di suoi colleghi di università creava il caos su una delle isole del gioco in un folle carosello di auto in stile Mad Max. Tra l’altro pare che un avatar di Second Life non ‘muoia’ a meno che non sia deliberatamente cancellato dal gioco per motivi legati alla gestione del suo personaggio o all’iscrizione.
Continua a leggere